INNAMOIRATO

Devo questo neologismo a un mio visitatore, cui restituirò l’invenzione quando vorrà.

L’innamoramento ha il carattere dell’ira, ira pura, furia:
questa non guarda in faccia nessuno, è monomaniaca, tutto di realtà e pensiero è scotomizzato – estrema riduzione del campo percettivo e cognitivo -, a eccezione di un’Idea cui l’altro è ridotto, un’Idea “amorosa” che altro non è che un punto-bersaglio:
lì per lì sembra bersaglio di intenzioni credute amorose (dono, privilegio, devozione, sacrificio), ma al suo ritrarsi diventa bersaglio dell’ira, e allora non ci sono santi che tengano (ma quando tengono i santi?, e non sono scettico).

Furia amorosa, o “l’amava come una tigre”.

In Italia si dice “femminicidio”, ma avete mai letto un giornalista che tira in causa l’innamoramento?:
dietro il femminicidio c’è Sanremo.

Ripeto che le illusioni amorose, con altre, sono alla base delle illusioni politiche:
e poiché le illusioni sono di massa, non c’è moto politico.

Un Dio innamorato degli uomini sarebbe un Dio maligno (con o senza Cartesio).

lunedì 10 marzo 2014

THINK!
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