VISTA E VISIONARIETÀ

Oggi ho un provvisorio handicap visivo, e devo essere breve in un appunto succinto.

Approfitto dell’occasione odierna di un intervento oculistico appena ricevuto, dopo il quale prenderò a vedere meglio se non bene, fino a riprendere la guida dell’auto alla quale ho dovuto rinunciare da due anni.

Fin qui una buona notizia.

Invece sarebbe una cattiva notizia quella di una visione ulteriore, visionaria, contemplativa, di un Oggetto tanto più brutale in quanto propone la sua pura contemplabilità oltre i miei occhi percipienti.

Desidero percezioni – percettive e economiche a un tempo-, non visioni.

Tutta la Psicologia novecentesca è l’enorme errore, se non delitto, del non correlare percepire sensoriale e percepire economico.

Non sono un allucinato, né un occultista, né un mistico swedenborghiano.

Milano, 21 novembre 2007

 

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