SCIENZA E VERITÀ

Sabato-domenica 16-17 maggio 2020
in anno 164 post Freud amicum natum

Per millenni si è pensato all’uomo come dotato di istinti (leggi naturali innate), con base animale (ancora natura), cioè a un homo sive natura senza neppure uno Spinoza che si desse pena di dimostrarlo, e senza alcun rispetto per l’osservazione:
è un se non il caso di cecità scientifica plurimillenaria e non finita, e da promuovere al primo posto rispetto al caso del lungo dibattito tra elio- e geo-centrismo.

C’è poi stato qualcuno (inizio ‘900: Watson fondatore del comportamentismo) che ha sì negato l’istinto, ma per buttarsi dalla parte dell’apprendimento cioè dell’educazione.

L’umanità non ha mai avuto fiuto per la verità, per non dire gusto:
non basta promuovere, per l’opposto, la figura del falso né dell’errore, bisogna mobilitare quella della menzogna in quanto atto che infetta altri, lesivo:
è qui che arriva l’innocenza nella scienza.

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