QUARANTENA DELLA COSCIENZA

Poco dopo la Rivoluzione d’ottobre uno dei Commissari del popolo del governo Lenin, Michail Rejsner, scrisse nel 1925 uno dei migliori commenti possibili a Freud benché fosse un’obiezione (che riassumo a memoria):
“Ci si chiede come possa un uomo in condizioni materialmente difficili concedersi un lusso come l’inconscio”
(per un comunista la parola “lusso” designava qualcosa di osceno, ripugnante, blasfemo).

Siamo in mesi veramente virali per il pensiero, nei quali non una legge costrittiva dello Stato ma una Cultura del virus fa da trauma che ci rinchiude nella quarantena della coscienza, priva del lusso dell’inconscio in quanto un diverso regime del pensiero (in-conscio), che alla coscienza ripugna.

venerdì 27 marzo 2020

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