SMARRITI

Vorrei avere per un momento le abilità di un autore di vignette politiche, mi basterebbe un soffio di quelle di Bucchi:
dopo un mese estivo molto dedito a giornali e telegiornali, disegnerei una barca di migranti in balìa del mare, con i visi di tutti i nostri politici non solo italiani, smarriti tra il da dove vengono e il dove vanno:
non sanno e non sanno sapere, errano nel doppio significato di questa parola, la parola “rappresentanza” gli è scivolata di testa anzitutto per loro stessi.

Ho appena udito da Beppe Grillo un’espressione – “Ripensare il pensiero” – che per un momento me lo ha fatto sentire affine a me, che da molto tempo non mi dedico ad altro spingendo avanti Freud.

Non sarebbero più smarriti, se disponessero dell’universalità della sovranità individuale e fossero san(t)a sede di una prima Costituzione:
al posto del fondamento divino della sovranità, che la modernità non ha mai saputo rimpiazzare (ci ha maldestramente provato con il “popolo”, che non conosco).

lunedi 2 settembre 2019

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