FINE DELL’APPUNTAMENTO

Riferisco succintamente un colloquio del passato in cui si è palesato tipicamente l’inconveniente amoroso (in-conveniente).

Una mia conoscente, donna che ricordo con rispetto e anche affetto, volle raccontarmi la sua breve vicenda coniugale.

Fino al momento del matrimonio l’uomo si era comportato con lei in modo gradevole ossia degno di gradimento, dal momento successivo era cambiato tutto:
grossolano anzitutto ma non solo verbalmente, offensivo, privo di cura anche nell’igiene fino a puzzare, sempre im-mediato o senza preparazione cioè formalità.
La donna, che già si era episodicamente lamentata senza peso né effetto, un giorno con determinazione non greve gli contestò tutto questo.
Ottenendo sì un effetto, ma quale?
L’uomo le rispose “E’ tutto vero, ma io ti amo!”
Meno di ventiquattro ore dopo la donna iniziava le pratiche di separazione, poi concluse col divorzio.

E’ chiaro che ciò che l’ha decisa è stata la menzogna, resa odiosa dall’essere pia (non posso escludere che lui le abbia detto di badare all’“essenziale”):
il matrimonio sinonimo di “amore” era stato per lui la fine istantanea dell’appuntamento.

martedì 30 ottobre 2018