In un primo tempo si viene trattati bene (può capitare), e non si fa neppure caso se la parola “amore” era già sulla scena linguistica (sulla mia è apparsa tardi):
è a partire da quando fa la sua minacciosa apparizione autonoma dal trattare che tutto si confonde, mentre prima si sapeva distinguere trattare bene o male, ossia il principio di piacere era chiaro e distinto, già colto.
“Trattare” è un verbo poco … trattato, ossia c’è poca morale, anzitutto pensando che parlare è trattamento (trattato) prima che comunicazione (non si fa mai “per dire”):
il mal-trattamento prevale (almeno nella Cultura).
Non “prevale sovrano”, nel maltrattamento non c’è sovranità.
mercoledì 14 febbraio 2018