“INCONSCIO” IMPUTABILE

Sabato-domenica 13-14 gennaio 2018
in anno 161 post Freud amicum natum

Ieri terminavo con la facile frase latina primum vivere ergo cogitare (meglio ancora id est cogitare), perché non c’è atto che non sia costrutto di pensiero (è ciò che significa “pulsione”).

La contrapponevo al pedante e anzitutto sbagliato primum vivere deinde philosophari, che presuppone la pancia al pensiero (e la pancia alla politica):
lo stupro non è atto da bestione, ha già filosofato, al punto da porre la questione se reintrodurre la pena capitale.

Come si vede tratto l’”inconscio” come imputabile:
un’analisi ha inizio dall’avere almeno cominciato a sospettarlo.

Non c’è “popolo bue” se non creato dal deinde philosophari.

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