UN LAPSUS, O MILLE

Poco tempo fa ho narrato e commentato in pubblico un lapsus:
“funerale” invece di “matrimonio”:

di lì a poco più persone mi hanno raccontato di averlo commesso o di averlo sentito commettere, il che mi è parso normale cioè un esempio di normalità.

Non è un lapsus funebre, un semplice rovesciamento, il pensiero(-inconscio) non lavora così:
semplicemente lavora (in questo caso su “matrimonio”), e ciò facendo non riconosce un’autorità superiore:
non è ribellione, con la sua autorità ordina dove c’è disordine.

Così per mille lapsus, o sogni, e non solo né anzitutto.

martedì 12 dicembre 2017