POTERE TIMIDO DI UN LAPSUS

Ne do un altro esempio (dopo i due articoli precedenti), quello del titolo di un celebre film del passato:
Je t’aime moi non plus” invece di: “Je t’aime moi aussi”,
Ti amo neanch’io” invece di “Ti amo anch’io”.

Ne avevo parlato in passato senza accorgermi che era un lapsus (tecnica del lapsus) celebrato su grande schermo:
cioè, nell’innamoramento non sono affatto in-amorato.

Ecco l’“inconscio”, pensiero assertivo e correttivo ma nella timidezza del giudizio (universale, certo):
timidezza significa timore, timore di perdere l’amore (con l’eccezione del lapsus), angoscia.

Il pensiero senza timidezza, ma non perché si conserva rialzando la testa nella violenza, è la meta:
dico meta, potere, il resto è soprappiù.

Fine dell’“inconscio”?, ma non della risorsa d’eccezione in cui esso consiste:
il pensiero interviene anche quando non ce n’è bisogno, anzi il bisogno non è il suo regime.

mercoledì 5 aprile 2017

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