STALIN, PD, 1956

A proposito della scissione del PD, rammento che anni fa scrivevo che diversi post-comunisti hanno il frequente incubo di venire ghermiti da Stalin, non pensano che a “Lui”.

Oggi sono tornato a leggere il libro di Luciano Canfora, 1956 L’anno spartiacque (Sellerio 2008), quello del XX Congresso del PCUS e del “rapporto segreto” di Krusciov sui crimini di Stalin:
da allora comunisti, postcomunisti, e adesso membri del PD, non hanno più saputo distinguere potere e crimine:
ma questo è un crimine.

Nel loro incubo quei politici “alla margarina” (espressione cara a Stalin) avevano ragione su un punto:
il Compagno Stalin li avrebbe mandati al gulag:
e avrebbe avuto torto criminale, ma solo sul gulag.

Propongo un nuovo comandamento:
“Non nominare il nome ‘potere’ invano” perché produrrai miseria e patologia.

mercoledì 1 marzo 2017

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