ANALFABETISMO E OLFATTO UDITIVO

Leggo su Repubblica 5 febbraio che numerosi rappresentanti della lingua italiana (Professori) hanno notificato al Governo la loro preoccupazione per il crescente analfabetismo dei giovani sui banchi universitari:
non si può dubitarne, ma  semmai estendere l’osservazione alla TV, al Parlamento e oltre.

Ma non c’è soltanto l’analfabetismo tout court, unito a quello di ritorno, c’è anche l’analfabetismo di andata, quello patologico che inizia con la rimozione di ciò che si sapeva, e che per sua natura non è stabile ma crescente, autocoltivato tanto quanto coltivato dalla Cultura-educazione.

E’ un caso di disoccupazione da correlare con l’altra.

Da non trascurare l’ostilità implicita all’analfabetismo:
infatti parlare male, come nel parlare male la mia lingua, denota scarsa propensione per i miei connazionali, come il puzzare:
l’olfatto uditivo è poco osservato ma c’è.

lunedì 6 febbraio 2017

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