IL PENSIERO “IN VACCA”

Seguito dell’articolo di ieri, e anche di L’ansiolitico terroristico (lunedì 9 gennaio), a proposito di mancanza di movente, di legge di moto, in quel massacro premeditato nella banalità.

C’è una sola condizione che gli faccia da premessa, quella cui si applica l’espressione volgare italiana “far finire tutto in vacca”, che significa “lasciar andare a male” o am-malorare, in questo caso il pensiero (con i suoi correlati linguistici):
può succedere in famiglia, così come nella Cultura.

Finito “in vacca” il pensiero, all’azione di questo resterà il semplicismo del fare-andare-a-male qualsiasi cosa, terrorismo questo come quello degli attentati.

É la perversione, in cui armer Teufel o povero diavolo è il pensiero.

Nel mio paese, l’Italia, molto finisce “in vacca”, e questa volta non sono i soliti fascisti (rammento la parola “s-fascismo” tanto usata in passato).

lunedì 16 gennaio 2017

 

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