VOTARE DI TESTA O DI PANCIA

Sabato domenica 3-4 dicembre 2016
in anno 160 post Freud amicum natum

 

Votare è un agire quotidiano, che non ha estensione maggiore o minore in nessun caso:
in questa in-differenza risiede la sovranità, che per ciò è individuale.

Il mal di pancia,  colite e altri accidenti a parte, è un mal di testa rimosso, in cui la testa rimossa ritorna come pancia (succede anche par il mal di testa):
ma in politica il mal di pancia è più cattivo del sintomo corporeo.

Votare di pancia è feroce:
“popolo bue” è non solo un’ingiuria ma anche un falso, perché il bue non è feroce:
per la verità neppure la tigre, la ferocia è solo umana.

Stiamo per sapere se prevarrà la ferocia democratica.

 

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