Nell’articolo appena citato (vedi ieri) Ezio Mauro dice che nella “psicopolitica” si fa a “mettere a nudo i personaggi pubblici” (oltre che “criticando e lamentandosi per la cattiva politica”):
ma no!, anche quando i personaggi pubblici meritano la gogna o la forca, o la ghigliottina, dovrebbe sempre essere in evidenza il rango cui si sottraggono:
invece da molto tempo prevale un linguaggio da cortile, o da “servaccia”, cioè il pubblico è trattato da servaccia, “libero” di esserlo.
Annoto la parola “nudo”, che rammenta la Rivista “Re Nudo” degli anni ’70 e la corrispondente favola di Andersen “I vestiti nuovi dell’Imperatore”:
l’Imperatore è nudo solo per l’invidia.
martedì 5 luglio 2016