Poche cose lasciano ben sperare, o “sognare” come mal si dice.
Non commento “meglio così” (= quanto peggio tanto meglio), bensì che resta un posto libero:
quello della sovranità in quanto individuale:
mentre invece l’istituto costituzionale del referendum si limita ancora a concepire la sola sovranità popolare, cioè un “sogno” diurno mai soddisfatto, insoddisfacente e insoddisfacibile.
Di questo altro referendum non faccio che scrivere la Costituzione:
nulla a che vedere con “tot capita tot sententiae”,
ma neppure con le superiori “leggi non scritte degli Dei”.
venerdì 15 aprile 2016