ODIO LOGICO (IV) E CRISTIANESIMO

Sabato domenica 2-3 aprile 2016
in anno 159 post Freud amicum natum

 

Precedono I, soprattutto II, III.

C’è stato qualcosa di preislamico nella storia del cristianesimo:
in essa è stato rimosso precocemente il pensiero di Gesù (ne parlo da anni) come pensatore a pieno titolo, non meno ma più competentemente dei Greci, ne do due esempi tra i molti inventariabili fino a farne un ordinamento di pensiero:

1. “l’albero si giudica dai frutti” ossia l’ente dai suoi prodotti, cosa che i Greci si sono proibiti di pensare;
2. la categoria di “accadere” (“Geschehen” nel lessico freudiano) come terza rispetto alla povertà e banalità greca della coppia “essere” e “divenire”:
progredendo nel redigere l’ordinamento del pensiero di Gesù lo si scopre, oltre che non greco, anche come non religioso e non teologico.

Già da anni osservo che Maometto, colto di cose cristiane, si è avvalso di S. Agostino che ha fatto del cristianesimo una religione, per scavalcarlo in avanti:
asserendo che se di religione doveva trattarsi, allora la più perfetta era la sua, e aveva ragione, pura dall’impurità cristiana di pensiero-corpo, Gesù stesso (che magnifico prekantiano!)

Un terzo caso di islamismo cristiano l’ho scoperto all’inizio del secondo Millennio in S. Anselmo d’Aosta, con l’a-priori ontologico (ancora Kant) per cui Dio è “il più grande”, dal che deduceva poi l’intero cristianesimo:
neppure lui, che definisco cristiano-islamico, amava il pensiero come positivo, ponens, artifacente (va bene anche “artificioso”), legislante perché ordinante (non sistemante né comandante).

In giro per il mondo ci sono metodicamente occasionali agenti islamici che si danno puntigliosamente la briga di sterminare inoffensivi cristiani:
i cristiani così colpiti potrebbero chiedersi “Ma perché questo privilegio, benché esplosivo e funebre?”, e non trovare risposta:
ma quegli agenti sono meno stupidi di loro, individuano degli ignari rappresentanti di uno in pensiero-corpo che si autorizzava a pensare illimitatamente, che non era un figlio pensato come minore, e che non era un profeta ( superiorem non recognoscens).

Rispondere da “moderati” che si tratta di piccole minoranze fanatiche non fa il peso, perché l’odio logico per il pensiero è insito nel presupposto “il più grande”, non nel carattere di alcuni:

poi il prendersi la suddetta briga tocca a chi tocca.

Quanto a me, equipaggiato dal pensiero di Freud sono rimasto cristiano e cattolico:

1. cristiano per il pensiero di Gesù lentamente scoperto;
2. cattolico perché la Chiesa è, rigorosamente parlando, un carrozzone [1] che, metodicamente sbilenco [2], fa quel che tecnicamente può, scarrozza:
scarrozza quel pensiero non religioso, né teologico.

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[1] Del carrozzone ho parlato sulla rivista cattolica on line Cultura cattolica.it.
[2] Sarebbe interessante cogliere questo metodo.

 

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