ODIO LOGICO BIPARTISAN (II)

Dell’odio continuiamo a sapere poco, e a collegarlo solo alla passione (di cui la vendetta è un caso, anch’esso poco esplorato) o all’interesse (di cui la volontà di prevalere è un caso opinabile).

C’è poi l’odio logico [1], quello della inammissibilità di qualcosa per il pensiero (l’inammissibile non ci deve stare, né oggi né domani né mai, dev’essere annullato):
non ho detto della impensabilità (che non esiste), bensì della impensabilità per inammissibilità, cioè per proibizione al pensiero, che infine è proibizione del pensiero stesso in quanto questo non ha limiti.

C’è odio per il pensiero proprio perché questo ha posto lui l’idea “più grande” (virgolette):
questa idea non è dimostrabile, e nemmeno rivelabile, anzi è criticabile dallo stesso pensiero che l’ha posta come tanti altri suoi prodotti di scarto:
ma benché non dimostrabile né rivelabile, le resta ancora una possibilità, quella di essere affermata per prescrizione, imposizione procedente dalla proibizione del pensiero che l’ha posta, cioè dall’odio puro per esso (“puro” significa odio del pensiero per il pensiero):
ecco la rinuncia al pensiero come sovranità, superiorem non recognoscens, quand’anche continuassimo a incontrarlo nello stato penoso in cui versa.

Ecco la “sottomissione” islamica:
sembra quasi la nostra (ma non disperiamo, ci stiamo arrivando).

A partire da questo momento, l’espressione “più grande”, autonomizzata, può poi venire allocata come predicato di un supposto Ente,“Allah”:
ma arrivati qui basta poco per vedere che l’Ente non è Allah, ma è l’Idea “più grande”, ente ideale di cui Allah è il nome storico (lo stesso nome “Dio” gli sta stretto).

Platone ha colpito ancora!, con le sue Idee prosciugate in Una dal genio di Maometto (così greco e poco “orientale”):
è interessante scoprire che l’odio logico è platonico.

Almeno, non c’è più religione!:
come faremo? (“a fare l’amor” dice una canzonetta).

Freud non ha avuto bisogno di pensare all’Islam per iniziare a scoprire l’odio logico, gli è bastato pensare alla proibizione costitutiva della Cultura del nostro Occidente (Disagio della Civiltà o meglio della Cultura):
basterà che i due odî si incontrino e fraternizzino, con i soliti cadaveri da gettare sul tavolo dei negoziati (da una battuta di Luigi XV).

mercoledì 30 marzo 2016

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[1] Vedi ieri, e nota relativa.

 

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