Venere callipigia, Roma I-II secolo, Museo archeologico di Napoli
Dedico alla Festa della donna la Venere callipigia nella sua questione.
Dico sua, incarnata nella statua, il che mi fa congetturare che la statua è intellettualmente romana, non copiata da un precedente greco, perché solo un romano (Orazio, Petronio, Apuleio …) non un greco poteva pensare la questione soggettiva di Venere, che è:
per chi sono callipigia? (bel sedere, belles fesses, bel culo, vedete voi).
La torsione di capo, occhi, collo, spalle, braccia di Venere non è autoerotica, o se volete narcisistica, ma è una questione, cioè appunto per chi, per quale fonte fuori di me, sono callipigia?
Per lo più, e progressivamente oggi, le risposte deludono Venere, infettandola del narcisismo che in partenza non ha.
mercoledì 9 marzo 2016