QUEVEDO E LEOPARDI

Il mio vecchio amico Francisco de Quevedo scriveva:
“l’opinione comune e spaventosa”.

Nell’articolo da cui ho preso la citazione [1] Marco Cicala osserva:
“Che Quevedo scriva una vita di San Paolo o un libello sul buco del culo, è un’unica vis combattente ad animarlo”:
brillante modo di dire ciò che dico sempre, che in tutti i casi il pensiero ha un solo piano.

Leopardi, che non aveva la lagna dell’infinito e nemmeno de “la donna”, scriveva la medesima frase di Quevedo per il “natìo borgo selvaggio”, non Recanati ma il mondo:
si tratta ancora del pensiero che ha un solo piano.

giovedì 18 febbraio 2016

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[1] Marco Cicala, Il nerd spadaccino, Il venerdì di Repubblica 5 febbraio.

 

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