ONORE E POTERE

Vedi ieri, Verità e potere:
sapendo che tutto è fatto affinché gli uomini non possano (e se possibile affinché non se lo sognino neppure).

Ho già parlato del fare l’amore come onorare l’altro anche nel suo corpo (accade che non lo si disonori?);
avete mai osservato che nel mangiare c’è chi onora e chi disonora il cibo che mangia?, tanto che possiamo dire “dimmi come mangi e ti dirò chi sei”;
il 4° Comandamento consiglia di onorare (non di amare) i genitori anche se non lo meritano;
in politica dissenso e opposizione sono legittimi e perfino convenienti, salvo disonorare il Governo fino a privare il paese del minimo di potere necessario affinché  abbia domani;
in psicoanalisi si onora il paziente anche nelle diagnosi più impietose (uno psicoanalista si distingue nel saper fare questa distinzione):
Si tratta di onorare l’esistenza del potere nell’altro, anche nel peggio e senza concessioni al peggio.

L’onore è forma linguistica dell’atto di giudizio, non correctness, né Galateo di Giovanni Dalla Casa, né Civil conversazione di Stefano Guazzo:
è la forma di chi può.

Collego dunque verità, onore, potere.

lunedì 18 gennaio 2016

 

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