DENARO DEL CONTRIBUENTE E SESSO

Ma cosa è venuto in mente ai neurobiologi di gettare il denaro del contribuente in ricerche su cervello e sessi, per determinare se i cervelli di uomini e donne siano diversi, per arrivare dopo decenni a concludere che no?, che non esiste “mascolinità” e “femminilità” se non tra le solite mascherate umane,
o a la Repubblica di gettare un’intera pagina per épater l’umanità assetata (?!) di sapere, con la notizia che “Il cervello non ha sesso” [1] ?,
o più coltamente che Edipo e Elettra non differivano (non differiscono) cerebralmente?, come peraltro i loro genitori.

La notizia è comunque lì a riportare una notizia già nota a tutti (come quella del formaggio con le pere) ma propriamente rimossa, ossia che i nostri orientamenti sessuali sono generati non dalla Natura né dalla Cultura ma dai nostri pensieri precoci sull’esperienza sensibile dei nostri sessi, sempre correlata con l’esperienza sensibile, uditiva e visiva, di altri, anzitutto i genitori.

Per questo iter, poiché lo è, potrà riuscire ad ereditare ciò di cui è stato naturalmente dotato ma senza predestinazione naturale (“istinto”):
salvo obiezione, ma che non sarà senza conseguenze penose (patologiche).

Non è un iter specializzato sui sessi, il che renderà questi sempre presenti in negativo in ogni punto dell’iter del pensiero.

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[1] Elena Dusi, “Il cervello non ha sesso”, Repubblica martedì 1 dicembre 2015.

giovedì 3 dicembre 2015

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