IL MANIFESTO POLITICO

L’un contro l’altro armati, da una parte un Comitato Centrale islamico a modello bolscevico (mai esistito prima, importante novità),
dall’altra l’Occidente bombardiere estero che si suppone anzitutto armato dei suoi “valori”:
al primo non concedo nulla, ai secondi, riassunti come democrazia definita come il meno peggio (Churchill), non rinuncio:
ciò detto, ci resta la Marsigliese come una flebo per un anoressico terminale.

Il nostro stato di cose è stato descritto in modo insuperato da un breve libro di molti anni fa, che ripropongo come il manifesto o manuale politico da cui ripartire, dal titolo:
malissimo tradotto fino al tradimento come “Il disagio della Civiltà”.

L’insoddisfazione nella Cultura (Freud),
Sono i nostri valori − cui non rinunciare fino a nuovo ordine − a essere insoddisfacenti per ognuno e a non renderci amici della Civiltà, fino a esporci a nemici di essa peggiori di noi solo per radicalismo, affratellati a noi dall’insoddisfazione (nel radicalismo non gli fa obiezione quel sangue dal quale noi ci tratteniamo appena).

Nel 1938, appena arrivato in Inghilterra salvo dal Nazismo, Freud ha ringraziato la “libera e magnanima Inghilterra” perché in essa era “libero di “parlare e scrivere”, ma senza concessioni ha aggiunto “quasi dicevo pensare”.

“Pensare” non è un verbo islamico.

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lunedì 30 novembre 2015

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