Il giudice non è chi salva la pelle tra i contendenti:
è terzo tra i contendenti, come quelli dei giorni nostri che occupano tutto lo spazio psichico e giornalistico.
Ci sono momenti storici, come questo, in cui la mia stima per la psicoanalisi si accresce, al costatare in seduta che il divano permette al soggetto di portarsi in un altro discorso, o su un’altra scena, rispetto al discorso o scena che pretendono di imporsi nel mondo, senza libertà per coloro che vi recitano sia pure in nome della libertà.
Non entra in campo, in un campo disorientato.
Di questa terzietà del soggetto – del pensiero – che il divano semplicemente libera, quasi nessuno trae la morale:
la prima è che, così facendo, può:
può politicamente.
venerdì 27 novembre 2015