Riprenderò l’1 settembre, martedì.
In occasione di queste vacanze ho inviato i miei auguri ai Soci della Società Amici del Pensiero.
Ma non ho tratto auspici, segni, dal volo degli uccelli, né faccio parte di una casta sacerdotale autorizzata a trarne:
l’augurio o auspicio perché la vita sia amica, la sua predizione, è l’amicizia stessa del pensiero, nella sua formale distinzione dall’ostilità o dall’indifferenza per il pensiero.
É il medesimo senso dell’espressione già introdotta “un uomo che ha futuro”:
non ci conta nessuno a partire da quell’altra espressione “speranza di vita”.
Cade la distinzione antica tra augùri pubblici e privati (era una pecca dei Romani, rimasta generale).
Ricalco un’antica espressione:
se il pensiero amico è con noi, chi è contro di noi?
In anno 159 post Freud amicum natum.
lunedì 20 luglio 2015