“SOPRANNATURALE”?

Chi è molto giovane non sa più che decenni fa tanti come me sono stati educativamente ossessionati dalla parola “soprannaturale”.

Allora la dico così:
un tavolo ha incorporato il pensiero che lo ha concepito-elaborato, non è naturale (poi è venuto il manufatto):
il tavolo è soprannaturale sensibile, il pensiero è soprannaturale non sensibile:
ha grossolanamente sbagliato Pascal quando ha detto che l’uomo è una canna (natura) pensante:
avrebbe dovuto dire che è un tavolo pensante.

Il nostro corpo (body non corpse o cadavere) ha incorporato il pensiero fino alla digestione anzi all’appetito:
non abbiamo corpo naturale ma solo soprannaturale, anche quando fa schifo è solo umano, l’uomo è soprannaturale.

Del pensiero non sappiamo nulla se non che opera:
Freud ne ha esplorato l’operare come mai era stato fatto.

Non male questo Dio che non si deve né mostrare né dimostrare né rivelare:
nella patologia diventa poi un Poverodio, ma che opera pur sempre benché male, da demente.

Se esistesse quel “Dio” che un tempo avrebbe avuto la trovata di creare la natura, lo riconoscerei non da questa magia per bambini stupidi, ma dal fatto di averla creata materia prima ossia già pronta alla soprannatura, cioè suscettibile di passare da natura a soprannatura, da acino a vino, per mezzo del lavoro (del pensiero anzitutto):
la terra abitata non è l’acino, la natura, bensì il vino.

Per difendere la natura bisogna difendere il pensiero, e con esso gli uomini (ecco la mia Enciclica).

La natura è stupida senza demerito (come l’intelligenza artificiale):
ma bisognava pur cominciare da qualche parte.

venerdì 19 giugno 2015

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