LA LUNGA MARCIA VERSO L’IDIOTA

Siamo già a buon punto:
lo dice un recente articolo che parla di un “Ormone del’amore” [1] (l’ossitocina), cito dal testo:
“Se bastasse un bombardamento di ossitocina [“ormone dell’amore e delle mamme”] a far finire tutte le guerre? Una dose quotidiana di farmaci antiserotoninergici a renderci meno aggressivi? O un’infanzia accompagnata dal Ritalin per capire che lo sfruttamento delle risorse ambientali ci porterà all’autodistruzione?”, e continua così: “L’ossitocina […] che aumenta l’empatia e induce a fidarsi degli altri”, eccetera.

Per nostra fortuna arriva poi Crozza:
“Ci sono stimolazioni magnetiche che […] ci fanno sembrare accettabili comportamenti immorali come far cadere la propria fidanzata dal ponte” (sic!)

L’articolo premetteva a un Congresso della Società di Neuroetica di Padova lo stesso giorno.

Non molto tempo fa un articolo “neuroscientifico” parlava della scoperta nei neuroni della poesia.

Sarebbe non meno demente perdersi a confutare.

Nella lunga marcia verso l’idiota è già iniziato l’analfabetismo di andata:
lasciate ogni speranza.

Questo articolo non si vuole spiritoso:
esso constata ancora che la lunga marcia verso l’idiota è il principale programma della Cultura di oggi (nel ‘700, ‘800 e ‘900 stava meglio).

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[1] Elena Dusi, Bontà. Ormone dell’amore, Repubblica venerdì 15 maggio 2015.

mercoledì 27 maggio 2015

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