AMORE E CARITÀ

Questa coppia di termini è stata un’invenzione unica nella storia.

Da molti anni non rileggevo questo Georges Duby, Matrimonio medievale, tra l’altro con passaggi-paesaggi umoristici:
mi ha dato occasione, tra altre cose, di ritrovare la suddetta distinzione cristiana, e solo cristiana, tra amore e carità, un merito assoluto però sempre associato a due errori stabili:
la carità come faccenda da poveri e non da ricchi, priva di lusso;
l’amore come implicante i sessi sì – massì, concediamolo –, separati però dalla carità, che non deve venire intaccata dalla lussuria (fenomeno “ovviamente” naturale).

Le due parole sono rimaste separate a designare due distinte e successive civiltà.

La stessa distinzione morale tra lusso e lussuria non regge l’esame, la lussuria essendo il lusso del fare tesoro anche dei sessi:
cosa che l’erotomane e in generale la patologia non fa, con danno anche per la lussuria:
il nemico comune ai sessi e alla carità è l’invidia.

Proseguirò sull’“Edipo”, come la nave-scuola del coniugio.

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