IL DIVANO DI ETA BETA

In americano Eega Beeva, altri nomi Pittisborum Psercy Pystachi Pseter Psersimmon Plummer-Push.

I suoi tratti salienti sono:

1. di non proiettare l’ombra, 2. di venire dal futuro, 3. di venire dal centro della terra, 4. di portare implicitamente con sé l’universo degli oggetti ma senza ingombro e senza peso.

Lo colloco tra le migliori invenzioni della Walt Disney, tanto che trovo strano di non rintracciarne fonti pur nella produzione fumettistica disneyana indubbiamente colta:
gliene assegno congetturalmente una nella Storia meravigliosa di Peter Schlemihl di Adelbert von Chamisso (1815), il cui protagonista non proietta l’ombra (ma per averla venduta al Diavolo, mentre Eta Beta se ne infischia di queste vecchie storie cioè è guarito).

Quella quaterna di tratti ne fa uno psicoanalista:

1. non fa ombra a nessuno (mentre Freud coglie la patologia nel fatto che “l’ombra dell’oggetto cade sull’io”),

2. la sua causalità non procede dal passato,

3. è della terra senza terra particolare,

4. non è povero, ma solo senza ingombro né peso.

Sorvolo sull’universalità linguistica.
Non fa il supereroe ma il partner (per tutte le stagioni).
La bizzarria dell’aspetto è fumo negli occhi, forse per gli autori stessi.

Uno così, il divano potrebbe estrarlo in ogni momento come ogni altra cosa.

mercoledì 22 aprile 2015

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