DOVE STANNO I SESSI. DIFFAMAZIONE

Il quinto dogma 4 *

 

Parlo:
dei sessi non parlo, quando sono un capitolo del discorso è solo per diffamarli.

Quando ne parlo ne parlo male, come è accaduto la prima volta miticamente documentata in cui qualcuno ne ha parlato diffamandoli come “vergogne”, ma senza che nessuno se ne costituisse parte civile.

Se qualcuno capisce ciò che dico, capisce che non dico una volgarità né una battuta di spirito definendo Adamo la prima “testa di c…” della storia, il famoso “fallo”, secondo il genio insuperato della lingua italiana (ci scriverò un articolo):
anche Eva poi c’è cascata – infatti lo si imputa correttamente anche alle donne, cioè anche lei è finita nella monosessualità –, ma è Adamo che ce l’ha tentata.

“Vergogne” fa dei sessi il ritorno del rimosso universale di tutte le rimozioni.

É un’oscenità che la parola “oscenità” faccia pensare per prima cosa ai sessi.

Parlare dei sessi è il peccato originale di tutte le morali sessuali, che sparlano e oscenamente qualsiasi cosa “verginale” dicano:
anche la morale libertina, che ne vuole occupare il territorio proprio come le morali pretesche.

Parlare male si dice anche diffamazione.

Puro o impuro, come dicono i Vangeli con il mio assenso, non è ciò che entra nella bocca bensì ciò che ne esce, appunto l’atto del parlare o discorso.

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* In preparazione al Simposio “Società Amici del Pensiero” di sabato 11 aprile.

mercoledì 8 aprile 2015

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