RISO DA SORRISINO

Sabato domenica 21-22 febbraio 2015
in anno 158 post Freud amicum natum

medardorosso

Medardo Rosso, “Bambina che ride”, 1889, Galleria Arte Moderna Milano

Ricevo e gradisco da Elena Galeotto l’immagine della scultura “Bambina che ride” di Medardo Rosso, esposta da poco alla Galleria d’arte moderna di Milano:
le è unita l’annotazione che c’è angoscia e il commento che “Ride per non piangere”, con il quale ho convenuto.

Più tardi ha collegato al suo commento la menzione della diagnosi di perversione (sadismo mascherato da formazione reattiva amorosa) da me fatta del sorrisino compiaciuto con cui molti adulti accolgono la frase brillante di un bambino (e non solo di bambini):
sono stato nuovamente d’accordo.

Il sorrisino è una rimozione per mezzo di una sistemazione:
il fatto (l’atto verbale e di pensiero del bambino) è rimosso nello scomparto (sistema) del bambino tanto carino e divertente:
non è negato, è rinnegato (perversione).

Sequestrato nel sistema, non meraviglia  che il rimosso nel sorriso ritorni nel riso (per non piangere):
se il bambino non fosse sequestrabile per ingenuità, reagirebbe arrabbiandosi (giudizio).

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