MITI O SADOMITI

Diffondo questa formidabile battuta di Maria Delia Contri nel suo testo introduttivo all’imminente Simposio della Società Amici del Pensiero, sabato 17 gennaio (leggi).

Essa dà il marchio della nostra situazione personale e mondiale, spirituale (“culturale”) ed economica, oltre a rinnovare il concetto e la realtà della “formazione reattiva”.

In epoca di terrorismo non farei la santa gara a chi è più mite (“moderato”), ma tutt’al più quella patetica a chi è meno sadomite.

É sadomite anche piangere sul sangue versato, di cui la Cultura della lacrimarum valle si abbevera sadomitemente.

La Cultura sadomite è quella che sempre più si allontana dall’imputabilità, non solo dell’atto ma anche del pensiero:
noto che anche il mite è imputabile nella sua ambizione al possesso (“possederanno la terra”).

mercoledì 14 gennaio 2015

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