CORRUZIONE FOGNA DEL PENSIERO

Ha detto bene, per una volta, quel tale Carminati quando ha definito la realtà della corruzione sistematica “Mondo di mezzo”:
sopra la terra i vivi, sotto i morti, e in mezzo?:
in ogni città c’è la fogna.

La corruzione è fogna del pensiero perché in essa non si amministra, non si porta a termine, non si fanno affari, non si governa, non c’è politica, non c’è cura ma degrado, ossia appunto non c’è pensiero, “metterci la testa”.

Non ho aspettato la corruzione romana, “Roma Capitale”, per riconoscere la corruzione del pensiero (sempre individuale anche quando di massa) avente habitat nella Cultura, romanzo cinema saggistica televisione oratoria politica università psicologia religione talk show salotti conversazione privata (in passato c’era il chiacchiericcio spirituale degli eroinomani, sostituito poi da altri chiacchiericci anche chiassosi):
si tratta della fogna del pensiero, la medesima del Mondo di mezzo.

E’ quella bene rappresentata dalle “nevrosi narcisistiche” (Freud) con in capo la schizofrenia, già note all’antichità nella figura di Narciso che siede im-mobile (catatonia) nella fogna delle sue deiezioni:
non sorprende che qualcuno faccia apologia di narcisismo.

La prima non-cura, fogna, è quella per l’atto della lingua che abbiamo in bocca, la frase:
è appena nata grazie a Freud, subito censurata, una linguistica dell’atto, che è una giuridica (ma già Platone, nel Cratilo, non la voleva).

La corruzione del pensiero precede, include, motiva quella non solo romana, che in parte finisce dal magistrato:
riattivo un mio vecchio detto “Inconscio malato va dal magistrato”:
ma anche il querulomane va dal magistrato.

lunedì 8 dicembre 2014

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