L’ARTEFATTO POLITICO E I BALDI GIOVANI DELL’ISIS

L’artefatto politico non lo è meno dell’artefatto umano, né difformemente da esso:

l’ho scritto ieri (ultima riga di Alla riscoperta dell’arte).

Lo dico da anni a proposito del Diritto, che ha come principio il regime dell’appuntamento (Leggi) nessuno eccettuato, l’universo dei rapporti:
il regime dell’appuntamento è lo stesso principio di piacere, che come tale è esente ab ovo dal narcisismo (rincaro, non c’è narcisismo nell’uovo, né nell’embrione né nel feto, e non comincia nel neonato).

L’arte-fatto umano è l’impensato dei e da millenni, che ha ricevuto sostituzione da Aristotele nell’espressione linguistica “animale politico”, un animale o “bruto” che riceve forma dopo e sopra:
dopo e sopra, la forma può essere statale o religiosa, distinte, ma la loro contiguità  su un lato di un triangolo avente come terzo vertice l’animale umano giustifica i fondamentalismi, ISIS compreso:
talché la democrazia è solo una delle varianti del triangolo stesso (la meno peggio, come diceva Churchill).

Lo hanno scoperto i baldi giovani occidentali con il coltellaccio dell’ISIS, che più occidentali non potrebbero essere.

La ferocia non è animale, bestiale è solo l’uomo, forma di Cultura.

venerdì 21 novembre 2014

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