AVERNE VOGLIA

Lunedì 3 novembre ho detto a Raffaella C. che l’indomani 4 avrei compiuto 74 anni:
lei mi ha corretto replicandomi con esattezza che sarebbero stati 73:
ho controreplicato che ormai per me 73 = 173 = 273 eccetera, quale che sarà il punto d’interruzione biologica, ossia ho risposto con il pensiero del bambino.

Non sono avaro, ma io risparmierei le spese di sepoltura, come ho scritto nel mio testamento.

Il giorno prima, 2 novembre Festa dei morti, un predicatore al solito ha parlato della “morte come il problema fondamentale dell’uomo”:
aveva torto, il problema fondamentale è la vita cioè la pelle, cioè averne voglia:
non c’è angoscia di morte ma di vita (angoscia = noia).

Ho già detto che il personaggio che stimo di più è Gesù – indipendentemente dalla sua storicità -, non per essere risorto – fin qui poteva trattarsi di mitologico braccio di ferro tra “Dio” e morte -, ma per avere desiderato continuare con la vita, cioè per avere voglia in saecula saeculorum, come i bambini (non come Platone e Buddha, per i quali la vita era uno schifo).

La Teologia non ha mai capito nulla del desiderio di Gesù, cioè non ha mai capito nulla (del suo pensiero).

giovedì 6 novembre 2014

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