ADMINISTRATION DELL’AMORE E STATO BIOETICO

Leggiamo [1] che il Governo (Administration) del Regno Unito, nella persona del Ministro del lavoro Ian Duncan Smith, ha annunciato che gli health visitor, assistenti sanitari e sociali del National Health  Service, faranno visita ai novelli sposi per predicare loro “l’amore corretto” (da noi sarebbero gli psicologi, ma è lo stesso):
sul fondo, gli indiretti costi enormi dei divorzi per il bilancio statale ossia il contribuente.

Il giornalista commenta correttamente che qui si tratta di “comandamento di Stato dell’amore”, di “Bibbia laica” dell’amore.

Inutile ricordare 1984 di Orwell, e la violenza autoritaria dell’Utopia di Platone e T. Moro, come pure mostrare che è un esempio di secolarizzazione (ma voluta dallo Stato) del precedente religioso, infatti a lungo i preti hanno fatto i pompieri degli incendi coniugali (non sto neppure più a parlare di “Stato etico”, oggi Stato bioetico):
appunto è inutile ed è questo il dato mondiale (non sto a dire “il grave” cioè stracciarsi le vesti, che oggi tutti fanno strepitando nell’inutilità).

Il fatto rinnegato è che l’amore, come il pensiero e la libertà, nel Regno umano (che non è il Regno animale dello Stato bioetico) non sono di competenza statuale, non perché lo Stato non deva occuparsene (idea liberale) ma perché non può, non ne ha la competenza neppure nella violenza.

Non parlo contro i “diritti umani” (a qualcosa serviranno), ma amore pensiero libertà non sono oggetto del diritto perché lo fanno:
fanno quella base di ogni diritto che chiamo “regime dell’appuntamento”:
la fanno, ma “Signore perdonali perché non sanno quello che fanno”.

Non lo sanno ma lo sanno, lo sanno ma non lo sanno:
è ciò che chiamiamo “inconscio”.

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[1] F. Cavalera, Corsera, 20 novembre 2014.

martedì 25 novembre 2014

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