ORIENTAMENTO DA NOBEL

e neuroscienza onesta

 

Un esempio di neuroscienza onesta – non quella ideologica e anche sciocca che si “sogna” il neurone della poesia, della filosofia, della scienza, della musica, il vecchio comico “bernoccolo” –  ci è dato dal recente conferimento del Nobel a tre neuroscienziati [1] per la scoperta del cosiddetto “GPS” del cervello (ippocampo, corteccia interinale), una mappa neurologica dello spazio disegnata dall’esplorazione sensoriale, un atlante dei luoghi fisici della nostra esperienza, una memoria spaziale (“sei qui perché ci sei già stato, stai andando lì”).

Quanto al trattarsi, come qualcuno ha scritto, della soluzione dell’antico problema filosofico della “rappresentazione interna dello spazio esterno” (anche il cervello è realtà esterna come ogni altra, nulla a che vedere con l’interiorità), o delle “funzioni cognitive superiori”, si ricomincia ad avvicinarsi all’ideologia sciocca che rifiuta il cervello come fido cane che dovremmo chiamare cane Fido.

In questo GPS si tratta di geografia fisica ben distinta dalla geografia politica, nella quale l’orientamento è dato dalle variabili distribuzioni del capitalismo e dell’imperialismo, si può aggiungere della Cultura e della Religione, delle persone che preferisco frequentare o delle letture che amo, del lavoro che faccio:
l’altro orientamento rispetto al GPS è pensiero ed economia.

La distinzione è tra percezione sensoriale e percezione economica, sempre scisse quanto più confuse in nome del monismo di Sancervello.

Ci vuole già un uomo per avere neuroni da uomo:
i neuroni si convertono, all’occorrenza istericamente.

Orientamento da Nobel sarebbe quello di ogni uomo che sviluppi il principio di piacere:
orientamento con sviluppo continuo come si parla di sviluppo economico (per una volta parlo anch’io di sviluppo, o di evoluzione poco importa):
parlo di orientamento come ordinamento.

“Normalmente”, malgrado il GPS cerebrale, siamo dei disorientati, fino a servirci poco e male di esso anche in assenza di patologia cerebrale:
disorientati diversamente secondo le diverse psicopatologie:
per mantenere l’orientamento percettivo il neurone ha bisogno dell’orientamento economico.

Rimando l’immenso capitolo della serie lessicale disorientamento-perplessità-smarrimento.

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[1] John O’ Keefe e i coniugi May-Britt e Edvard Moser.

venerdì 10 ottobre 2014

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