LATENTE-LATITANTE

Un lapsus appena riferitomi:
credeva che avrebbe detto “latente” ma ha detto “latitante”:
fa testo il detto:
il suo significato è subito manifesto e certo (parlo di ogni lapsus), diversamente dal sogno che lo diviene dopo un’elaborazione (come nel caso del rebus enigmistico).

Questo lapsus ha detto bene come non mai che cosa è l’“inconscio”:
è il latitante, non il latente, nascosto, oscuro, profondo, tenebroso, “diabolico” oppure “numinoso”per gli sciocchi.

L’ho già detto, la parola “inconscio” designa il pensiero come tale, ecco ciò che Freud ha scoperto, scoperto nella sua latitanza, il pensiero e non una parte del pensiero creduta nascosta:
il pensiero tutto latita per una minaccia.

Ma mentre ancora poco tempo fa paragonavo la minaccia a quella un bombardamento, e la latitanza a quella di un individuo in fuga sotto le bombe, invece la minaccia è quella dell’angoscia, e la latitanza è quella di un individuo che col pensiero trova soluzioni quantunque pessime e sempre contraddittorie, fino all’alleanza con l’agente dell’angoscia, la minaccia amorosa.

Il sogno, apparentemente latente, in realtà è un caso di pensiero latitante con buone soluzioni.

giovedì 23 ottobre 2014

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