O TABULA RASA O PIAZZA PULITA: UN NUOVO ‘68

La “tabula rasa” era la tavoletta di cera romana rasata per potervi scrivere sopra nuovamente:
poi ha acquisito il significato di intelletto privo di presupposti.

Ne sono poi seguite più interpretazioni, tra le quali annovero la mia che chiamo “talento negativo”.

E’ il talento dell’appuntamento, o dell’incontro, o del rapporto fecondo o produttivo:
si tratta di fare tabula rasa di ogni pretesa e Teoria presupposta che farebbe obiezione alla possibilità che un altro si faccia partner di affari, amorosi compresi:
in esso presento i miei titoli all’altro solo nella disposizione a che egli possa trarne profitto, anche mio:

non è vero che l’amore è disinteressato, diffido dei disinteressati.

Se il buon giorno si vede dal mattino, il mattino si vede dalla tabula rasa a ogni ora del giorno. 

C’è poi un’altra e opposta interpretazione di “tabula rasa”, quella di “piazza pulita” fatta oggi dall’ISIS con teste che rotolano:
l’occidentale Kant ha fatto piazza pulita (“pura”) di interesse e passione, e non mi meraviglia che migliaia di occidentali si siano convertiti all’ISIS come fossero a casa loro in un ’68 planetario kantiano.

Ho già detto che l’arabismo di Maometto non mi convince:
vedi La purezza dei poveri: da Agostino a Maometto e oltre, sabato-domenica 20-21 settembre.

martedì 30 settembre 2014

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