MAOMETTO E LA MONTAGNA

Quasi l’intera umanità è in errore, o almeno in dubbio, a questo proposito:
si crede infatti l’assurdità che sia la montagna ad andare da Maometto, perché quest’ultimo sarebbe così fuori di testa – autistico per l’esattezza, impuntato –  da non volersi incamminare verso la montagna.

Me lo chiedevo già da bambino (insieme a cento altre questioni), e ciò è molto importante per me, per tutti i bambini, per tutti gli adulti:
l’importante è la scoperta dell’inibizione patologica dell’intelletto (rammento la triade inibizione-sintomo-angoscia), perdurante ancora anni dopo:
infatti è un’ovvietà che è Maometto ad andare alla montagna, eppure l’intelletto non andava a questo truismo.

Ci sono molti altri truismi, ne pesco un altro dalla mia esperienza d’infanzia:
già allora pensavo su Davide e Golia ciò che solo anni dopo ho pensato realmente cioè con effetti reali o di civiltà (“principio di realtà”):
ossia che lo sconfitto già in partenza era Golia, con quel suo armamento pesante, limitato e di corta gittata, mentre Davide poteva bombardarlo a distanza con un armamento leggero, di lunga gittata e illimitato, povero Golia!

L’intelletto infantile viene d’ordinario precocemente inibito nella Cultura, e ciò proprio dopo avere iniziato dal massimo sviluppo intellettuale, essendo riuscito a due anni con mezzi propri e senza educazione ad apprendere la lingua (talora più d’una), e perfino a fabbricare da sé il clavicembalo fonetico:
è questo il principio di piacere all’opera, l’inizio della Civiltà, e d’altronde osserviamo quanto un bambino possa essere talentuosamente civile:
inizia poi la psicologia dell’età involutiva, negata con onta dalla Psicologia.

Non sarò certo io ad approvare gli jihadisti che arruolano i bambini inibendone l’esperienza nei limiti intellettuali della guerra e dello stupro:
ma la precoce inibizione di massa dell’intelletto è un fatto comune della Cultura democratica.

C’è un’esperienza ancora più precoce di inibizione intellettuale, ed è l’autismo primario risultante dall’ostacolo al costituirsi del principio di piacere (dovremo tornarci ancora, a partire dal lavoro di Raffaella Colombo):
oggi l’autismo va sempre più forte culturalmente.

Ci sono altri truismi cui l’intelletto non accede mentre potrebbe farlo facilmente, anzitutto che non esiste animale umano, che non esiste istinto umano, e altri ancora:
sono tremila anni che continua così.

lunedì 1 settembre 2014

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