REPETITA

Risulta sempre una sorpresa (come ieri a Urbino, vedi sabato-domenica) ciò che ripeto da più di vent’anni in ogni piatto di cucina che servo, ossia la prima conclusione che ho tratto da Freud:
che l’organismo umano è quel caso unico di felix lacuna (non mancanza) che non nasce equipaggiato da alcuna legge naturale di movimento, né fisica né morale (le antigonee “leggi non scritte degli dei”).

L’individuo deve farsi da sé la legge tra eccitamento e conclusione, e questo non poter essere che legislatore è ciò che chiamiamo “pensiero” (che in Freud ha come primo nome “pulsione”, poi come secondo “inconscio”).

La rimozione – quella di Rossella o’Hara – è rimozione del fatto che si era già iniziato, che si era stati fonte del proprio moto, cioè di un accadere distinto dal divenire.

Ciò è scandalo per il pensiero antico quanto moderno, ossia il fatto che il pensiero non sottostà ad alcuna epi-stéme (che poi è educazione), non perché sia anarchico, al contrario:
il pensiero fa Ordine (universale), non Sistema (di omissioni).

Mi ripeto ancora:
l’individuo è la san(t)a sede del pensiero in quanto legislativo, anche se solitamente – non normalmente – né sana né santa.

lunedì 28 aprile 2014

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