LE ARPE CELESTI

L’immagine delle arpe celesti è ormai comica per tutti, salvo che nel concetto che rimane intoccabile in credenti e non.

Le soggiace l’idea, e Idea, che se qualcosa va , anzitutto l’amore ma anche la società, o una conversazione, un affare, persino fare sesso, è per armonia cioè Teoria presupposta (vedi ieri):
per i patiti di religione, “Dio” sarebbe il garante dell’armonia.

Interessa osservare che il presupposto implica il ricominciare tutti insieme dal grado zero della stupidità di massa (Paradiso dantesco), nella perfetta sovrapposizione di beato e beota (un vecchio gioco di parole che si rivela sapiente).

É consentito scherzare:
“tandem dell’amore”?, “la mia metà”?, “due cuori e una capanna”? (di poveri, l’amore è cosa da ricchi);
inoltre l’espressione “d’amore e d’accordo” non ci sta, d’amore forse sì ma non d’accordo perché l’accordo amoroso non esiste se non (sfondo una porta aperta) nella morte;
e infatti in situazioni di pericolo si sente dire “almeno moriremo insieme” (al che qualsiasi romano-de-roma risponderebbe “a li mortacci tua”).

Solo il Diritto non vive di presupposti, la sua pace non presuppone l’armonia:
oggi l’ostilità al Diritto è tornata alta, con modalità diverse da quella nazista.

giovedì 3 aprile 2014

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