LA TEORIA DEL QUA QUA

L’articolo di sabato-domenica – 6 aprile, Il gioco delloca, terminava:
“Ma c’è anche una terza evenienza della banalità, quella prodotta dalla perversione, che direbbe ‘Vabbé, tutto è solo un gioco dell’oca’ ”.

Qua qua fa rima con “A e non-A”, la sconfessione del principio di non contraddizione.

Prendere a pretesto le canzonette per bambini è solo un caso di sfruttamento infantile, come quello del “Ballo del qua qua”:

Questo è il ballo del qua qua
e di un papero che sa
fare solo qua qua qua
[…] e una piuma vola già
di qua e di là …

Il perverso mi risponderà “Che c’entra la contraddizione con il pensiero infantile?” (lo nega tutta la Psicologia), risposta della banalità perversa.

Solo per dare idea dell’onnipresenza della perversione nella Cultura che chiamerei anche il Perbene, presenza documentabile in centinaia di pagine di esempi come questo, rammento un’altra nota canzonetta per bambini:

E cinquecento cavalieri
con la testa insanguinata,
con la spada sguainata
indovina che cos’è.
E sono le ciliege …

É soft la perversione, sorride perfino:
sorride molto il perverso.

mercoledì 9 aprile 2014

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