UN BIG BANG MOLTO RELATIVO

Vedi ieri.

Del libro detto Genesi mi è sempre piaciuto che a un certo momento (concetto logico) sbuca fuori un qualcosa che è un qualcuno, un Adamo ossia un Caio, che non è affatto necessitato dalla natura precedentemente “creata” (?, boh!)

L’interessante è che il mio “boh!” non è blasfemo perché è lo stesso dell’altissimo Creatore, dato che Adamo non è creato né causato dal creato, e che questo avrebbe potuto proseguire in eterno la sua stupida esistenza, tanto stupida da non poterla neppure chiamare “esistenza”:
nella causalità “Dio” si annoia, né vuole essere preso per causa prima, cioè natura lui stesso.

Quel Big-bang che è stato Adamo era ancora meno natura del Bing-bang einsteiniano, proprio come quel “bambino” che non merita questo nome ingiurioso

Questo Big-bang sembrerebbe un assoluto (ab-solutus da leggi), cioè l’errore che commettiamo quando chiamiamo il bambino “narcisista”, idea non solo falsa ma anche stupida:
esso è relativo e precisamente all’offerta di lingua, precedente la domanda, che egli elabora con piacere (è l’elaborazione il principio di piacere):
il bambino è assolutamente … relativista, cioè relativo alla legge della domanda e dell’offerta, in cui l’offerta precede la domanda.

venerdì 21 marzo 2014

 

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