COSCIENZA EMPIA

La coscienza non ha pietà, e non è questione che siamo pietosi con essa:
è una carogna che ci fa sempre l’esame anche quando non ci sono esami, un Prof persecutorio eterno:
la Scuola è fatta di materie, ma l’esame non chiede di elaborarle in materie prime.

La coscienza fa Sistema, non Ordine, entra in funzione solo nella costruzione della patologia:
il risultato è l’incremento del disordine nell’esagitazione fino a maniacale (“affaccendamento finalistico”), per correggere senza fine la contraddizione sempre ri-formata dal lavoro di sistema.

Per questo non amo gli sforzi di riforma, anche in politica, perché la riforma è solo una riedizione della contraddizione:
mantengo come buona l’espressione di Mao “La contraddizione si sposta in avanti”.

Consiglio sempre di rinunciare, nell’uso lessicale, a far uso della parola “coscienza”, tanto meno nel dire che l’“inconscio passa alla coscienza”, cioè un bonifico che non ha niente di buono.

Nella psicoanalisi ciò ha conseguenze nella tecnica.

In ciò il Diritto come Ordine non Sistema ci ha preceduti da sempre:
il processo non è esame di coscienza bensì esame di imputabilità cioè di atti con una conclusione (“punto finale”).

venerdì 7 marzo 2014

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