CONSUMARE, VENDERE, CONTEMPLARE

Introduco questa terna commentando di nuovo una vignetta di Massimo Bucchi che ha più di dieci anni:
un Berlusconi tra sorridente e sogghignante esclama:
“Questi comunisti proprio non li capisco!, perché si ostinano a mangiare i bambini quando si possono benissimo vendere?”

Fin  qui il consumare e il vendere, ora il contemplare:
che trova il suo interesse nel suo trovarsi qui allineato ai primi due, non contrapposto (circa un mese fa ho iniziato a parlare della mistica in rapporto al capitale finanziario).

Certo non basta osservare che i tre termini hanno in comune l’avere un oggetto, perché l’Oggetto mistico di Giovanni della Croce non è l’oggetto sensibile del consumare e del vendere:
tuttavia si profila già un Oggetto astrattissimo che è il denaro come equivalente universale del vendere, che non è nessuno degli oggetti sensibili pur essendo sensibile la moneta, e neppure tanto da quando ci sono gli assegni:
insomma l’“oggetto” è comune ai tre termini e non assicura nessuna realtà.

Conosciamo due oggetti di pura contemplazione, 1. i poveri e 2. il denaro:

1. i poveri sono un’astrazione assoluta, nessuno può farne niente, non si possono amare, salvo che “amare” designi l’azione del mutarne lo stato ossia del togliere lo stato detto “povero”:

dunque sui poveri siamo dei contemplativi (magnifica scoperta!);

2. il capitale del capitalismo finanziario vortica, non si deposita se non in triviali somme di più zeri che non lo rappresentano affatto:

il capitalista finanziario i fantastiliardi non li vede neppure, e dunque non può neppure esservi attaccato come un avaro:
una fantasia alla Walt Disney potrebbe benissimo rappresentarlo come un eremita all’antica privo di mezzi di sussistenza (con Paperone ci si avvicina un po’) che contempla una Sostanza spirituale come suo umile servitore.

Forse ci avviciniamo sempre più a un mondo mistico, fatto di poveri e fantastiliardi, e qui e là dei poveri ricchi (nessun ricco vedrà mai un fantastiliardo).

É ancora poco, vorrei proseguire.

giovedì 6 marzo 2014

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