VOCAZIONE: SINGLE COME STATUS

Ho appena acquisito la vocazione al laico (vedi ieri, Vocazioni).

Circa il quesito posto ieri faccio questa annotazione:
religiosizzando la vocazione il cristianesimo ha perso un’occasione storica, concependo come irrisolti i casi ne-utri tra vocazione religiosa e status coniugale, condannandoli alla tristezza improduttiva e ridicola della “zitella” o dello“zitellone” impenitente (peccatore, o inibito nevrotico o psicotico).

eppure i primi secoli cristiani un piccolo passo lo avevano fatto.

Infatti per un momento avevano pensato l’eremita, però materialmente miserabile e sacrificale, e politicamente anarchico:
è stato solo il Novecento avanzato a correggere laicamente l’errore, promuovendo la parola “single” per designare uno status a pieno titolo.

Ma certo, per saper fare questo passaggio occorre pensare questo status come vocazione, cosa rarissima.

Il single-eremita è già in regola con lo Stato-diritto perché già Socio di diritto, quando respira mangia parla bacia insomma qualsiasi cosa combini (connetta):
e lo è quel single-eremita inventato da Freud che è lo psicoanalista, che lo resta anche se si coniuga e fa figli.

Che a qualcuno venga in mente di “regolamentare” la psicoanalisi già in regola dovrebbe essere inquadrato come un caso da TSO.

(segue)

mercoledì 26 febbraio 2014

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