LA ROBETTA PUBBLICA

Convengo con coloro che, un po’ fideisticamente, trovano l’Italia un paese interessante malgrado tutto, e non solo per il patrimonio storico-artistico.

Bisognerebbe però riconoscere – domando un miracolo? – che i nostri Governi e Partiti da molti anni sono e fanno robetta, che trattano la res publica come cosetta o robetta pubblica.

Si dice ancora “Il Palazzo”, magari!, non è Palazzo ma cortile, aia, basse-cour:
mi ricorda tanti psicoanalisti che pensano “pulsione” e “inconscio” come cortile dello spirito, e i lapsus e i sintomi come i peti delle sue viscere.

La politica, come la psicoanalisi e il pensiero, non vive in sé ma fuori di sé, in una piazza senza confini neppure nazionali (il Fascismo è stato nazionalista e ha ispirato il nazionalismo nazista, e Hitler aveva ragione a dire che Mussolini gli era stato maestro):
è agorafilica.

mercoledì 15 gennaio 2014

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