EMPIETÀ LOGICA E MORALITÀ

Sabato domenica 18-19 gennaio 2014
in anno 157 post Freud amicum natum

 

Ho appena scritto il seguente messaggio ai Soci della “Società Amici del Pensiero”:

“Prendete nota di questa frase agostiniana che sottoscrivo

(notabene, non sempre sottoscrivo Agostino, per esempio detesto l’interiorità agostiniana – in cui qualcuno ha ficcato anche l’“inconscio” o il pensiero in contraddizione -, come pure la sistemazione del cristianesimo come religione):

Impia mens odit etiam ipsum intellectum (Serm. 156, 1),

come si verifica nell’indifferenza e nell’ostilità per il pensiero, diversamente presenti nell’empietà psicopatologica e criminale.”

Ho sempre detestato l’istituzionale distinzione universitaria tra Filosofia teoretica e Filosofia morale, come pure la presunzione che la Logica sia sine labe originali concepta.

A partire dalla scoperta di un’immoralità del pensiero che odia il pensiero − un sapere di  cui siamo debitori a Freud −, possiamo fondare una morale, e una morale non più soffocata nell’etica.

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