MAL DI CHIESA

Sabato domenica 14-15 dicembre 2013
in anno 157 post Freud amicum natum

 

Approfitto di un eccellente lapsus appena riferitomi – “mal di chiesa” invece di “mal di schiena” – per condensare tutto il mio appunto, che è disappunto, nei riguardi della Chiesa, quella stessa cui sono stato associato fin dalla primissima infanzia, e dalla quale non mi sono mai dissociato o disappuntato:
una volta me lo rimproveravano, oggi non ci capisce nessuno.

I miei lettori sanno che do la massima importanza alle scelte lessicali, in questo caso alla parola “socio”.

Diagnostico il mal di chiesa (che è un male diffuso, non soltanto cristiano) come mal di schiena ossia di stazione eretta:
un socio lo è per diritto, ossia la sua posizione è eretta rispetto all’Ordinamento che lo erige:
egli è alto tanto quanto l’Ordinamento, non minore, un concetto ben formulato dalla definizione della sovranità come “superiorem non recognoscens”, Dio o Stato:
del resto, solo un “Dio” insano di mente si darebbe la briga, come Atlante, di reggere un mondo di sudditi, e lo dice la Bibbia stessa quando precisa subito che ha generato degli uguali (“a sua immagine e somiglianza”), sulle loro gambe, la stazione eretta appunto.

(segue)

Segue sì, ma questa volta non mi soccorre l’opportuna condensazione cui ricorro abitualmente al fine della brevità.

Dico allora ex abrupto le due versioni ben note della Chiesa che detesto e che producono il mal di Chiesa come mal di schiena del socio:

1. la Chiesa come corpo, e corpo mistico,

2. la Chiesa come realtà educativa, il “popolo” di una madre-e-maestra, dove quest’ultima è una metafora mistico-visionaria:

nell’un caso come nell’altro (reciprocamente riconducibili) non c’è socio di diritto, adulto in quanto sa il fatto suo, anzitutto su ciò che lo fa socio.

Quale è il soggetto della frase? (“ciò che fa socio”), la risposta dovrebbe essere facile come le tabelline ma non lo è mai:
è la Costituzione, un dispositivo giuridico cioè una rappresentanza e non una Teoria(-Teologia):
non prescrive che cosa pensare, ma predispone le vie del rapporto legittimo di uno con tutti gli altri.

La Chiesa avrebbe una Costituzione che non ha mai esplicitato.

Il buonpopolo di Pellizza è un corpo mistico-educativo (= totalitarismo), “buono” per credenti, miscredenti, diversamente credenti.

Conservo un non recente manoscritto inedito in cui concludevo che, in ultima analisi, la legislazione universale di Kant – il fine della legge morale – è educativa e mistica.

 

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